Liquidazione controllata ex art. 268 d.lgs n. 14/2029 (CCII)

[OMISSIS] “l’apertura della liquidazione controllata (a differenza di altri strumenti di composizione della crisi) non richiede l’accertamento né la valutazione delle cause e delle modalità dell’indebitamento (rectius: del sovra-indebitamento) né l’assenza di atti in frode ai creditori;

considerato che con riguardo al profilo dell’ammissibilità l’Autorità Giudiziaria debba limitare la propria verifica alla sussistenza del presupposto cd. soggettivo, e cioè della non assoggettabilità del ricorrente a procedure concorsuali “maggiori” (ad es.: liquidazione giudiziale o liquidazione coatta amministrativa), e del presupposto cd. oggettivo della presenza dello stato di sovra-indebitamento;

considerato che dal ricorso introduttivo (p. 2), come anche confermato nella citata relazione informativa (p. 8), emerge che la complessiva debitoria da cui è gravato il ricorrente è pari a 90.141,02 euro, che lo stesso non è titolare di diritti reali in ordine a beni immobili e che l’insieme dei redditi e dei beni che compongono il suo patrimonio, liquidabile e non prontamente liquidabile, è senz’altro inferiore a tale debitoria;

rilevato che il gestore della crisi ha altresì attestato la completezza e l’attendibilità della documentazione prodotta dal ricorrente;

Il Tribunale di Napoli – VII sezione civile, nella composizione sopra evidenziata: Dichiara l’apertura della liquidazione controllata

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